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Dallo Storytelling al Visual Storytelling: un video più di mille parole

Con la forte ascesa dei social, ormai diventati uno strumento quotidiano della comunicazione on line, sempre più persone amano condividere, commentare, guardare, aggiornarsi e aggiornare.

Tuttavia questi strumenti sono in continua evoluzione e si adattano in base alle esigenze degli utenti. Se prima l’utente si cimentava nella lettura anche del post più chilometrico, ora non è più così.

Ma partiamo dal principio, che cosa è lo Storytelling?

Lo Storytelling non è semplicemente un raccontare storie ma è un metodo,  un meccanismo umano.

Facciamo così visto che sul web tutti cercano di spiegarlo con paroloni io provo a riportarvi indietro nel tempo, a quando eravate piccoli ed esisteva il cartone animato “Siamo fatti così”.

Vi ricordate del saggio signore dalla barba bianca che spiegava ai bambini come funzionava la nostra memoria visiva?

Una memoria che funziona come una fiction, trattiene immagini grezze e le deposita in un archivio di nuclei proto narrativi.

Vi ricordate cosa succedeva al bambino che una volta depositata l’immagine nell’archivio riusciva a riportarla alla memoria in un secondo momento grazie ad un’emozione?

L’emozione non fa altro che rilegare tutti i frammenti tra loro determinando le scelte e i comportamenti delle persone.

Le ricerche scientifiche dicono che: la narrazione visiva facilita il ricordo, perché le immagini si imprimono nella memoria con più velocità e facilità (anche comprensiva) rispetto alle parole o ai testi scritti.

Chi ha iniziato ad usare lo Storytelling?

Anni fa, lo Storytelling era una tecnica utilizzata prettamente nella Pubblicità televisiva.

Giovanni Rana, un precursore molto imitato, dopo aver messo il suo nome iniziò a mettere anche il suo volto nella comunicazione pubblicitaria e, da sempre, scegliere un prodotto Apple non significava solo comprare un computer ma pensarla diversamente dalla massa dei consumatori.

E questo solo grazie alla narrazione che Steve Jobs aveva fatto della sua impresa fin dalle origini.

Tra i casi più recenti troviamo: Connected life di Telecom Italia, la campagna Made of more di Guinness, il progetto Keep Moving di Blackberry

Un caso italiano interessante è l’ultima campagna di Wind, che raccontando il rapporto padre-figlio, consiglia in certi momenti della vita di non usare i device mobili.

Oppure Mulino Bianco – forse il racconto che dura da anni e che ha saputo nel tempo creare un suo universo narrativo. Ovvero un’identità, e l’identità (narrativa) che aiuta le persone a dare senso al proprio lavoro o al prodotto che si consuma.

 

Oggi lo Storytelling, come abbiamo detto, grazie ai Social è diventato Visual Storytelling ed è uno degli strumenti più importanti per chi fa Marketing.

Grazie allo Storytelling ogni azienda ha l’opportunità di narrare una propria storia utilizzando semplici fotografie ed immagini.
Grazie ad una storia l’azienda riesce ad attirare l’attenzione dei consumatori.

In una società che corre, che non ha più il tempo di prima, i social si sono adattati al concetto di immediatezza.

Per questo motivo i post chilometrici si sono trasformati in immagini e video.

Un’immagine è istantanea, non ha bisogno di spiegazioni.

Un’immagine ha il potere di suscitare emozioni e allo stesso tempo di lanciare messaggi.

Ma ancora più coinvolgenti sono i video.

I video hanno davvero un potere fortissimo!

E più sono brevi, più intrigano.
I video raccontano e le aziende lo sanno bene.

Tutte le aziende hanno una storia da raccontare, quale modo migliore se non attraverso un video?

Un video vale più di mille parole, proprio perché ha il potere, in pochissimi secondi, di emozionare, coinvolgere, attrarre.

Da questa consapevolezza, nasce il visual storytelling, ossia la tecnica che permette di raccontare attraverso i video la storia che sta alla base delle aziende.

È finita l’era della pubblicità. Ora inizia l’era delle emozioni.

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